Stagione Teatro 17.18: STASERA SONO IN VENA

venerdì 17 novembre 2017 - 21:00

ALTROVE STAGIONE TEATRALE 17.18
Venerdì 17 – Sabato 18 NOVEMBRE 2017 – ORE 21

STASERA SONO IN VENA
di e con Oscar De Summa
produzione La Corte Ospitale
in collaborazione con Armunia – Festival Inequilibrio 

Finalista Premio UBU 2015 come miglior novità italiana
Premio Rete Critica 2015 come migliore spettacolo 

Testo vincitore del Premio Cassino Off
Premio Rete Critica 2016

In Stasera sono in vena cʼè il racconto di unʼadolescenza pugliese nel pieno degli anni ʼ80, età amara e ridicola, durante anni amari e ridicoli. Gli stessi anni in cui si è formata la Sacra Corona Unita, organizzazione leader del mercato della droga, capace di investire su nuovi e ampi settori della società civile, intuendo che il disagio umano è una delle cose che rende di più, che allora come oggi genera introiti maggiori del PIL italiano, e un numero di morti pari a quelli di una guerra. Un lungo piano-sequenza che fotografa una terra che decide di cambiare direzione e di appropriarsi del proprio male.

Io sono qui! Sono vivo!
Dopo aver passato una stagione all’inferno, dopo aver attraversato la bruttura che cambia le linee del volto, le rende dure e sinonimo di dolore.
Il dolore che si nasconde in ogni piega del corpo, il dolore che detta le azioni da compiere proprio per sottrarsi a quel dolore. Un dolore fisico prima di tutto, un dolore che conforta e ci distrae da un dolore ancora più grande, quello della nostra anima, quello del nostro spirito che non trova collocazione nella società. Quello del nostro sentirsi sempre inadeguati, fuori luogo.
Ed é qui che prima di tutto fa breccia l’idea di una “Panacea per tutti i mali”, una medicina che ci tolga dall’imbarazzo di vivere, è qui che fa il suo ingresso trionfale ed incontrastato “la droga”.
Chiaro, ognuno poi ha la sua preferita, la sua prediletta… Ma tutte un unico comun denominatore: toglierci a noi stessi sottolineando la necessità di appartenerci.
Stasera sono in vena è uno spettacolo ironico e amaro al tempo stesso, in cui racconto parte della mia adolescenza in Puglia, negli anni Ottanta: sono gli anni in cui si è formata la Sacra Corona Unita, organizzazione che ha allargato i suoi settori di investimento scoprendo che il disagio umano è una delle cose che in assoluto rendono di più sul mercato.
Un racconto semplice sul piano-sequenza di una terra che decide di cambiare direzione, di appropriarsi del proprio male. Si sorride delle vicende del protagonista dall’inizio alla fine, tranne che in alcune fratture che interrompono la narrazione, ci ricordano che quello di cui stiamo parlando è vero, è già successo, e buttano una luce sinistra sulla situazione di oggi: il mercato delle droghe performative, come la cocaina, genera introiti che superano il Pil di alcune nazioni come la Spagna o la stessa Italia.

Testo vincitore del premio Cassino Off con la seguente motivazione: 

“Per aver affrontato con leggerezza, coraggio, responsabilità e ironia il problema della droga, che parte dai ricordi dell’adolescenza pugliese per arrivare alla Sacra Corona Unita, attraverso un racconto narrato da un solo attore ma cantato da più voci. Un “concerto” blues in cui la storia personale viene messa al servizio di un tema difficile cui serve la luce di un attore, oggi, che se ne carichi il peso ma lo vada a misurare con l’astuzia delle immagini, con il colore della musica”.

Dalla rassegna stampa 

“Oscar De Summa è bravissimo come autore ma anche di più come attore per come è uscito dai binari del teatro narrazione: solo nella scena vuota, seduto su un amplificatore, davanti a un microfono che usa in modo espressivo, non fa un monologo, ma restituisce un racconto a più personaggi e più lingue, dall’italiano al dialetto, come fosse dieci attori…”   Anna Bandettini, La Repubblica

… ha suscitato invece un forte effetto-benché già rappresentato in altre sedi- stasera sono in vena di Oscar de summa, in cui l’attore pugliese, attingendo ad una scomoda materia autobiografica, racconta una storia di droga, di spaccio e malavita organizzata. Moltiplicando le voci e i personaggi, lui sfoggia un esuberante estro espressivo: ma l’aspetto più interessante è il passaggio dai toni lievi, spigliati della prima parte alla crudezza della seconda, con uno scarto che fa ancora più male.   Renato Palazzi – Il Sole 24 Ore – luglio 2015 

Mentre compartecipa fortemente del proprio dramma Stasera sono in vena di Oscar De Summa. Un racconto in prima persona, che inizia urlando il rock più duro, per arrivare a un drammatico ritratto di gioventù di provincia, prigioniera della droga e dei luoghi comuni e violenti. Un racconto bello e significativo, pieno di pathos e di intelligenza.   Gianfranco Capitta – Il Manifesto giugno 2015

Con questo spettacolo De Summa va finalmente alla radice più profonda della sua ricerca, rimestando in una materia autobiografica che risale agli anni ottanta, al prendere piede della Sacra corona unita in Puglia e all’esplosione del mercato della droga, passando per le vite distrutte che questo comporta. Eppure si ride, e molto. De Summa è un attore straordinario, tra i più bravi della sua generazione, e in questo lavoro dà sfogo alle sue capacità interpretative passando da un personaggio all’altro: caricature, macchiette, ruoli similscespiriani, interpolando ogni figura nel flusso della narrazione.   Graziano Graziani, Internazionale 

De Summa arriva qui ad un punto mai raggiunto, dove l’equilibrio fra comico e tragico è perfetto, e la sua resa scenica, a parte qualche fuga sulle ali delle parole e qualche appoggio più “normale”, ha i crismi del piccolo capolavoro.Di quando vedi quello bravo che ha tirato fuori i suoi talenti in modo autonomo, arricchito, personale. E ti compiaci di quell’ora di dialogo con l’arte, che solo il grande teatro permette.   Renzo Francabandera, paneacquaculture

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