OTTOBRE CINECONCERTO e MOSTRA CENTO ANNI DI RUSSIA

lunedì 6 novembre 2017 - 21:15

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In occasione dei cent’anni della Rivoluzione d’Ottobre, l’Altrove propone, rivisitandolo, un grande classico del cinema mondiale: Ottobre. Il film, commissionato a Ejzenštejndal governo sovietico, fu realizzato nel 1927 in occasione del decimo anniversario della Rivoluzione. Oggi, dopo che gli anni passati sono ormai cento, cosa resta di quel momento? Quella generazione di rivoluzionari cosa ha lasciato in eredità? Difficile a dirsi.La rivoluzione d’Ottobre è stata davvero un terremoto ed ha travolto tutto il Novecento deviandone il percorso.

Durante la serata di Lunedì 6 Novembre il film di Ejzenštejn sarà proiettato in pellicola 35mm e sarà accompagnato dal vivo dai musicisti del collettivo wurtz, sul palco Alessandro Bacher, Tommaso Rolando, Agostino Macor e Rocco Spigno. Si inizia alle 21.15 e si consiglia di prenotare scrivendo all’indirizzo mail info@laboratorioprobabile.it

La copia 35mm di Ottobre è della Cineteca di Bologna.

 

 

Dal 25 Ottobre al 10 Dicembre 2017, inoltre,  una mostra “diffusa” di manifesti della propaganda sovietica, dislocata in una serie di spazi cittadini:

- Libreria L’Amico Ritrovato​ (via Luccoli 98 r.)
- FalsoDemetrio Libreria (via di San Bernardo 67),
- Kowalski | Ristorante e Pub dall’Est Europa ​(via dei Giustiniani 3
r.)
- Altrove – Teatro della Maddalena(Piazza Cambiaso 1) con la collaborazione di Laboratorio Probabile Bellamy

Saranno decine le stampe dei manifesti – realizzati a partire dal 1917 fino agli anni ’60 del secolo scorso – esposti a rotazione e dedicati all’arte, alle avanguardie, al lavoro, alla II guerra mondiale, alla conquista del cosmo, alla diffusione di messaggi sociali e sportivi.
La Russia del primo Novecento fu l’epicentro dell’avanguardia europea e mondiale. Le tecniche grafiche usate da artisti quali Aleksander Rodchenko e Dmitrij Moor per i loro manifesti raccontano accuratamente la propaganda ufficiale del periodo. Furono molti gli artisti dell’epoca che si fecero portatori dei valori della rivoluzione, nella convinzione che essa avrebbe cambiato il mondo, creando una nuova arte, lavorando alacremente e senza sosta a questo processo d’innovazione che durò almeno sino alla presa del potere da parte di Stalin, quando iniziarono ad esser abbandonate le varie forme di arte astratta per un duro ritorno al Realismo. Per molti artisti ciò significò la cancellazione della libertà di espressione.

Evento a cura di Globo Libri con la collaborazione di Kowalski.

 

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