Intolerance Dreyer (1) dies irae / ordet

lunedì 4 giugno 2018 - 18:30

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Da lunedì 4 giugno – e per due lunedì consecutivi – l’ Altrove – Teatro della Maddalena dedica una mini rassegna ad uno dei più grandi autori cinematografici di sempre: Carl Theodor Dreyer.
I film, proposti in pellicola 35mm, ripercorrono l’ultima periodo della filmografia del regista danese.

 

Lunedì 4 giugno
18,30 >
DIES IRAE
35mm, Danimarca 1943, Bn 105′, Lab80 Bergamo

Nella Danimarca del 1623, il pastore di una piccola comunità, Absalon Perderssön è sposato con la giovane Anne. Quando Anne era ancora una bambina, sua madre venne scagionata dall’accusa di stregoneria, proprio per intervento del rispettatissimo pastore.
Marte Herlofs è un’anziana che, accusata di essere una strega, evita il linciaggio rifugiandosi in casa di Absalon. È convinta di ricevere protezione perché sa del segreto di Absalon. Il vecchio pastore infatti salvò la mamma di Anne pur sapendo che era una strega, proprio per poter avere un giorno la mano di sua figlia.
Marte invoca l’aiuto di Anne, rendendola cosciente delle sue ascendenze da strega, poi confessa e viene portata al rogo, senza svelare il segreto di Absalon. Absalon è sempre più tormentato dal suo passato mentre Anne, che intanto mostra interessi per le arti magiche, si lascia andare all’amore per il figliastro Martin.
Quando rivela a suo marito la verità, il suo desiderio di liberarsene si avvera: Absalon muore improvvisamente. Merete, l’anziana madre del pastore, la accusa di maleficio e finisce per convincere lo stesso Martin della natura di strega della sua amante/matrigna.
Il dolore dato dalla mancata fiducia del suo amante fa venir meno ad Anne la voglia di lottare di fronte ad accuse ingiuste e oltraggiose. Così in un finale tragico e sorprendente, la donna si autoaccusa e, con un coraggio esemplare, si prepara al rogo.

21,30 >
ORDET
35mm, Danimarca 1955, Bn 124′, Lab80 Bergamo

Morten, il patriarca della benestante famiglia Borgen, vive un momento di crisi profonda nel suo rapporto con Dio: il primo figlio Mikkel non crede, il secondo, Johannes, studente di teologia di Kierkegaard, è in preda ormai da tempo a turbe mistiche che lo portano a predicare come fosse una reincarnazione del Messia, mentre il terzo, Anders, è pronto a sposarsi con una ragazza che è figlia del più fervente sostenitore della confessione a lui avversa.
A dispensare la necessaria serenità nella fattoria Borgen c’è la premurosa Inger, moglie di Mikkel, madre di due bambine ed incinta di quel maschietto che Morten ha tanto chiesto al Signore.
Proprio mentre Morten ha una violenta lite col padre della promessa sposa di Anders, Inger partorisce il bimbo morto e, dopo qualche ora di agonia, muore anche lei. La tragedia colpisce personalmente la coscienza di ognuno e non solo appiana le liti precedenti, ma, agli occhi di tutti, restituisce la ragione a Johannes. Nel silenzio del dolore, nella stanza illuminata dall’intensa luce dell’estate danese, mentre sono tutti raccolti attorno alla salma, Johannes, spinto dalla fede della piccola Maren, chiede ed ottiene la resurrezione di Inger.

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